lunedì 21 settembre 2020

NEOLITICO - AGRICOLTURA E ALLEVAMENTO



Circa 12 000 anni fa al termine dell'ultima glaciazione il clima divenne più mite e 

i ghiacciai lasciarono il posto a foreste di betulle, querce, abeti, faggi e immense 

praterie. 




 

Si estinsero i grandi mammiferi come il mammut e il rinoceronte lanoso mentre 

altri, come le renne, i cervi, gli orsi e i bisonti, si spostarono più a nord.

 

Iniziò un periodo nuovo: il Neolitico o età della pietra nuova. L'uomo imparò a  

levigare la pietra, iniziò a praticare l'agricoltura e l'allevamento; abbandonò così 

la vita nomade e diventò sedentario, stabilendosi in luoghi adatti alle nuove 

attività.







La scoperta dell'agricoltura fu la conquista più importante del Neolitico. Già nel 

Paleolitico erano stati scoperti i cereali. 

 

Essi venivano raccolti, macinati con pietre, impastati con acqua e fatti cuocere, 

ma nessuno aveva mai pensato di coltivarli. 

 

Furono probabilmente le donne, mentre raccoglievano bacche ed erbe selvatiche, 

ad accorgersi che dai semi caduti a terra nascevano nuove piantine. Provarono 

così a seminare nel terreno dei chicchi e a prendersene cura, ottenendo così ogni 

anno nuovi raccolti. 

 

Le prime piante coltivate furono i cereali, come orzo, miglio, farro, grano; poi 

vennero coltivati i legumi, come lenticchie, piselli, fave e infine piante che 

producevano fibre tessili, come il cotone e il lino. 

 

Si liberavano i terreni da sterpaglie ed alberi, si arava il campo, si seminava e 

infine si mietevano le spighe mature.


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